Si tratta di un dipeptide che scaturisce dalla condensazione di β-alanina e L-istidina. La sua quantità all’interno dell’organismo umano varia a seconda della distribuzione dei diversi tipi di fibre muscolari e del sesso. Più in dettaglio, è noto che le fibre muscolari possono essere classificate in fibre rosse, dette lente, e fibre bianche o veloci (si badi bene che questo argomento, per questioni di brevità, è qui trattato in modo estremamente grossolano). Le fibre rosse sono particolarmente idonee a sforzi estensivi, ossia non particolarmente grandi, ma protratti nel tempo; al contrario quelle bianche sono idonee a sforzi ad alta intensità, ma di breve durata. Ora, la carnosina presente nelle fibre bianche è doppia o, talvolta, anche tripla rispetto a quella rappresentata nelle fibre rosse (Mannion, 1992). Poiché la distribuzione delle due fibre è in parte modificabile con l’allenamento, non sorprende che l’abitudine al carico intensivo incrementa la quantità di carnosina nei muscoli (perché aumenta il numero di fibre bianche), il quale risulta superiore a quella dei sedentari; al contrario, l’abitudine al carico estensivo la riduce. Atleti specializzati in prestazioni estensive hanno meno carnosina rispetto non solo a quelli di potenza, ma anche rispetto ai sedentari. La carnosina è inoltre maggiormente rappresentata nel genere maschile: le fibre muscolari degli uomini contengono in media il 20% di carnosina in più rispetto a quella ritenuta dai muscoli delle donne. Il fattore limitante per la produzione endogena di carnosina è la quantità di β-alanina nel sangue, mentre quella di istidina non sembra avere alcuna influenza.
Funzione
In uno studio di Suzuki (2002) viene evidenziato come la carnosina abbia la facoltà di facilitare lo smaltimento dell’acido lattico dalla sede muscolare nel contesto di un carico metabolico intensivo. Non sorprende dunque che Stout (2005) e Rakes (2005) abbiano rilevato un miglioramento delle prestazioni di intensità in prove di durata superiore a 10-15 secondi. Un’ulteriore funzione della carnosina potrebbe essere quella di coadiuvante della caffeina nella sua funzione di aumentare la forza della contrazione muscolare, ma tale effetto resta controverso e da verificare.
Note negative
Non sono noti effetti avversi associati all’integrazione con carnosina.
Forma e posologia
Gli integratori di carnosina sono presenti sul mercato per lo più sottoforma di compresse e di polvere solubile. Si consiglia l’assunzione di una quantità giornaliera pari a 10-16g. Così facendo, dopo circa un mese si dovrebbero iniziare a vedere i risultati sulle prestazioni.