Oltre ad avere un’interessante funzione sulle prestazioni ad alta intensità, la creatina ha anche un notevole potere anabolizzante. Essendo alquanto idrofila, infatti, una volta entrata nel muscolo tende ad attrarre acqua all’interno di questo. Ciò provoca, naturalmente, ipertrofia sarcoplasmatica (da cui, si suppone, dipendano i crampi talvolta associati all’assunzione di supplementi creatinici). Inoltre, l’assunzione di creatina favorisce la secrezione dei due ormoni anabolizzanti IGF-1 (il già incontrato Insulin-like Growth Factor 1) e MGF (Mechano Growth Factor), con conseguente stimolazione delle cellule staminali del muscolo ed ipertrofia dello stesso. Infine, si ritiene che la creatina abbia anche un ruolo nel mantenere attivo l’anabolismo muscolare in condizioni di deficit energetico. Più in dettaglio, poiché l’anabolismo muscolare ha bisogno di molta energia chimica per esprimersi, e dato che durante l’applicazione del carico fisico il livello energetico delle cellule è basso, in questo particolare contesto tutto il processo anabolico viene sospeso. Ebbene, la creatina consentirebbe di riattivarlo in misura maggiore di come può farlo il semplice connubio di riposo e nutrimento. Quanto al dosaggio, anche per scopi di anabolismo si raccomanda una fase di carico ed una di mantenimento con modalità simili a quelle viste in precedenza. Olsen (2006) rileva, nel contesto di un protocollo di bodybuilding, un incremento del numero di cellule satelliti pari al 110% in quattro settimane alternando somministrazioni di 24g/die per una settimana e di 6g/die per quindici settimane. Volek (1999) ha ottenuto dei risultati ugualmente apprezzabili alternando 25g/die per una settimana e 5g/die per undici settimane.