INTRODUZIONE
Benvenuto sul sito athleticdieting.com. Le informazioni qui disponibili sono un manuale online di nutrizione sportiva, espressamente pensato per gli atleti che desiderano ottimizzare l’alimentazione al fine di migliorare le loro prestazioni. Ritengo ciononostante che possa tornare utili anche a chi, pur non desiderando un fisico atleticamente performante, voglia aumentare la propria consapevolezza alimentare ed ambisca ad avere una dieta più sana.
E’ d’uopo chiarire che, diversamente dalla maggior parte dei contenuti disponibili sul web, Athletic Dieting è una trattazione organica, e che dunque, per una fruizione ottimale, andrebbe letta dal principio alla fine, proprio come un libro. Il testo è concepito per avere un taglio assai pratico, oltre che tale da non richiedere conoscenze propedeutiche per essere compreso: biologia e biochimica sono ridotte al minimo e laddove sono considerate, ogni concetto è sempre spiegato in modo quanto più facile possibile, senza tuttavia scadere in banalizzazioni.
Questa particolare scelta mi ha costretto talvolta a sacrificare rigore scientifico in favore di una più facile comprensibilità di taluni contenuti. Spero che ciò non implichi un’eccessiva frustrazione in chi, avendo già una certa dimestichezza con la biologia e la chimica del corpo umano, avrebbe preferito che facessi diversamente. A proposito dei contenuti, all’interno del sito si cerca di fare chiarezza in primo luogo sui principi teorici che dovrebbero costituire la base del processo per la creazione di un protocollo alimentare ottimale; sarà poi introdotta una parte più immediatamente pratica, ovverosia una guida alla redazione finale di un programma alimentare funzionale al raggiungimento di ogni possibile obiettivo che un atleta può porsi e che può essere raggiunto tramite la manipolazione della dieta.
Sia la parte teorica che quella pratica sono fondate sui miei studi in materia di alimentazione e nutrizione, nonché sull’esperienza che ho accumulato come atleta e come allenatore.
LA PARTE TEORICA
Più in particolare per quanto concerne la parte teorica, ho cercato di evidenziare pro e contra di ogni soluzione dietetica essendo il più possibile imparziale. Il mio proposito è infatti quello di prendere le distanze da ogni particolare filosofia alimentare, nella convinzione che ciascuna di esse presupponga un approccio limitato ai problemi della dietetica per atleti. Studiando, infatti, mi sono accorto che molti degli autori fattisi promotori di una peculiare soluzione ai problemi della dietetica tendono a mettere in luce solo quegli aspetti per i quali la loro scelta sarebbe la migliore, trascurando invece di informare su tutti quelli che, se conosciuti, porterebbero a considerare altri approcci.
Per esempio, alcuni tendono a sottolineare come l’assunzione di cibi ricchi di carboidrati, una particolare classe di sostanze nutritive, tenda a stimolare la secrezione dell’ormone insulina, il quale favorisce l’aumento ponderale. Per tale ragione, questi autori tendono a suggerire un limitato consumo di carboidrati a chi desidera dimagrire. Mi riferisco, nella fattispecie, agli estimatori della dieta proteica o di quella cosiddetta chetogenica, in tutte le loro varianti. Nell’esporre questi argomenti, tuttavia, spesso si omette di informare su tutte le proprietà dei carboidrati tali da facilitare il processo di dimagrimento.
Ad esempio non si illustra come l’insulina influenzi positivamente la secrezione di leptina ed ormoni tiroidei, sostanze queste tutte favorevoli, nel lungo termine, alla perdita di peso piuttosto che al suo aumento. Al contrario, i promotori di diete ricche di carboidrati, come la mediterranea, insistono su come una dieta siffatta possa migliorare il profilo ematico del colesterolo (cioè il rapporto tra il cosiddetto colesterolo buono e quello cattivo presenti nel sangue), trascurando l’influenza negativa che un eccesso di carboidrati potrebbe avere.
Tra tutti i particolari approcci parziali dai quali desidero mettere in guardia il mio lettore, figura soprattutto il modello volgare “a serbatoio di carburante” (volgare nel senso che è quello dato per scontato dalla maggior parte delle persone che non hanno mai letto libri di alimentazione). Per tale modello il corpo umano è equiparabile ad un veicolo ed il cibo al suo carburante, stipato sottoforma di grasso. Secondo il modello a serbatoio di carburante più si mangia, più si ingrassa; e più si fa esercizio fisico, più si dimagrisce.
Questo modello è estremamente semplicistico ed offre una visione assai banalizzata dei problemi della dietetica. Anziché proporre una filosofia alimentare in particolare, dunque, la parte teorica di questo manuale spiega come una qualsiasi manipolazione della dieta possa scatenare molteplici forze, talvolta l’una contrapposta all’altra.
LA PARTE PRATICA
Per quanto concerne la parte pratica, invece, essa consta di una guida il più esplicita e semplice possibile per piegare tali forze ai propri obiettivi, preventivamente individuati con rigore. La soluzione pratica che qui viene proposta non è da intendersi come “la migliore”, ed ancor meno come l’unica ad essere efficace.
Si tratta invece di quella che è stata da me personalmente testata e che mi ha portato ad ottenere dei risultati soddisfacenti, ma tutte quelle che fanno riferimento in modo corretto ai principi teorici illustrati saranno di sicuro da tenere in considerazione.
LIMITI
La lettura dell’opera non tramuterà istantaneamente in esperti di dietetica per lo sport. Le informazioni che qui si danno non vanno intese come un incoraggiamento a fare a meno dei consigli di un professionista, ma possono essere un valido ausilio per una comunicazione più efficace con questo.
Il principiante assoluto, infatti, nel produrre il suo primo protocollo alimentare, potrebbe commettere degli errori tali da danneggiare la sua salute. Per esempio potrebbe omettere di inserire nella dieta alcuni alimenti fonte di determinate vitamine, sostanze nutritive essenziali per il corretto funzionamento della macchina umana. Va da sé che qualunque senso di poter essere autonomi nella produzione di una dieta che potrebbe scaturire dalla lettura del manuale implica la responsabilità solo di chi sceglie di affidarsi a tale sensazione e di nessun altro.